Carlo Pappalardo
email: pappalardo@bastianini.info


  Perché ho creato questo sito? Secondo me, quando un consumatore subisce un torto non deve limitarsi a brontolare perché le cose non vanno come dovrebbero (il sogno di ogni azienda: il consumatore che subisce e non reagisce). Deve, in funzione dei mezzi a sua disposizione, darsi da fare per segnalare a quante più persone possibile che non ci si può (o non ci si può sempre) fidare di un certo prodotto o di un certo servizio. Non è una forma di vendetta; è, in un certo qual senso, una forma di collaborazione. Un'azienda seria cercherà di capire perchè il prodotto o il servizio non ha funzionato e farà in modo che la cosa non si ripeta. Un'azienda poco serie cercherà invece di mettere a tacere la cosa (ignorandovi o minacciandovi), e in tal caso si può pensare ad altre maniere di difendersi (ad esempio attraverso le associazioni di consumatori).

Mi sembrava ovvio. Sono quindi rimasto alquanto sorpreso quando ho ricevuto varie mail di persone che avevano letto il mio "romanzo" e mi domandavano tutte, in una forma o nell'altra, perché invece di perder tempo a scrivere la pagina non mi ero rivolto a un avvocato per far valere i miei diritti. Ne riporto una, particolarmente chiara e che riassume bene il tipo di perplessità che mi sono state manifestate anche nelle altre mail:

Gent.le sig Pappalardo
ho letto quello a lei successo e le sue disavventure questa estate in Spagna.
Partendo dal presupposto che quello che lei racconta sia vero (lei capirà, oggigiorno si incontra di tutto e io, personalmente, non la conosco), non capisco la sua crociata. Mi spiego: capisco la volontà di diffondere la sua disavventura per rendere a conoscenza anche altre persone di possibili problemi, e di questo la ringrazio. tuttavia se il torto da lei subito è ritenuto tale da effettuare questa crociata, l'iscrizione ad una associazione di consumatori e un appoggio legale sarebbe auspicabile. Quello da lei passato non dovrebbe succedere, ma visto che è successo e che lei ritiene di avere ragione, questa ragione può essere ribadita a questo punto solo per vie legali. Se io acquisto qualche cosa di avariato al supermeercato, er tornare al suo esempio, e poi sto male, potrei avvertire sia gli altri utenti ma anche le autorità competenti.
D'altronde Europa Assistance è una associazione piuttosto grande e non improvvisata. Il programma Toyota è lo stesso offerto da parecchie altre case automobilistiche e da assicurazioni private ognuno con il suo nome.
Quello da lei sofferto è un disservizio che comunque, se si scontra con un muro di gomma, deve essere risolto anche per altre vie.
Intanto saluto e auguro buona fortuna.


Ed ecco la mia risposta:

Buongiorno,
la ringrazio per la sua mail. Vede, il mio scopo non è ottenere un risarcimento (in fondo tutta la disavventura mi è costata solo qualche migliaio di euro, che in parte - penso ai pezzi di ricambio - non avrei potuto certo chiedere ad Europ Assistance di pagare al posto mio. E' costata anche, a me e alle persone che mi accompagnavano, un notevole stress di cui sono responsabili solo Toyota ed Europ Assistance. Un'azione legale non mi servirebbe a cancellare i cinque giorni di superpressione sopportati a causa del rifiuto di Europ Assistance di fornire l'assistenza dovuta, e quindi non mi sembra utile. La mia crociata, come la chiama, non mira ad ottenere niente, salvo far sapere ai lettori che non c'è da fidarsi troppo delle promesse di Toyota ed Europ Assistance, e, per come la vedo io, delegare ad altri (associazioni di consumatori) il compito sarebbe un poco come scaricarsi delle proprie responsabilità. Toyota ed Europ Assistance sono due grandi organizzazioni, ma proprio per questo, penso, non riservano ai singoli clienti sufficiente attenzione: se si hanno dieci clienti si sta ben attenti a coccolarseli per non perderli, quando se ne hanno 100.000 (cifra a caso!) scontentarne uno può essere meno costoso che mandarlo al diavolo e perderlo, soprattutto se il cliente scontento invece di dare la massima diffusione ai fatti si limita a chiedere a un legale di occuparsene nel chiuso di un tribunale.
Per finire devo dire che nel raccontare le proprie disavventure via Internet c'è anche una certa dose di autocompiacimento. Se ha tempo e voglia consulti la mia pagina easyjet.truffa.net nella quale racconto le mie disavventure con questa low-cost, che si rifiutava di rispettare la normativa europea in vigore. Dopo un anno di scambio di mail e dopo la mia intervista alla televisione svizzera la compagnia aerea ha dovuto darmi ragione e rimborsare me e i miei compagni di viaggio. Si trattava solo di circa 8oo euro a testa, ma vuol mettere la soddisfazione di aver costretto con le sole proprie forze la 4° compagnia aerea in Europa a battere in ritirata?
Cordiali saluti


Adesso è tutto chiaro, no?