Carlo Pappalardo
email: pappalardo@bastianini.info




 

Ciò che veramente stupisce nella Prius non è l'auto in sé stessa, ma le reazioni che suscita. Diamo uno sguardo agli articoli e commenti pubblicati su riviste, specializzate o no, e su Internet (blog, siti di opinioni, ecc.): dopo aver eliminato gl'interventi elogiativi di coloro che sono pagati per questo (li si riconosce dall'abbondante uso di termini iperbolici: meravigliosa, prestazioni superbe, tecnologia rivoluzionaria, e roba simile) e gl'interventi negativi di coloro che sono bastian contrario per principio, resta pur sempre un buon numero di ammiratori, sinceri ma acritici, che parlano della vettura con un tono ispirato e adorante non dissimile da quello dei fanatici religiosi. Ci manca solo che qualcuno la metta sotto una teca di cristallo e vi costruisca attorno un tempietto e poi avremo dato vita a una nuova forma di culto del cargo. Sfatiamo allora una leggenda urbana: la Prius NON è parca nei consumi, NON è rispettosa dell'ambiente, NON è silenziosa, NON è robusta. O, per meglio dire, non lo è più di una qualsiasi altra vettura di ultima generazione. In realtà, a parer mio, la Prius è il risultato di una geniale campagna commerciale che ha creato un mito dal nulla. Qui di seguito vi spiego perchè secondo me non vale la pena d'investire in questa vettura; i dati sono oggettivamente esatti, i giudizi sono invece basati sulla mia esperienza quadriennale con una Prius serie II, e possono ovviamente non essere accettati. Spero comunque di riuscire a fornirvi sufficienti elementi di riflessione.

Per cominciare, chiariamo il significato dei dati che appaiono in calce alla pubblicità delle case automobilistiche sui consumi urbano, extraurbano, e combinato. Di cosa si tratta? Si tratta di dati ottenuti con una serie di test, basati sulle norme ECE, per calcolare i consumi in L/100km, e, in maniera derivata, le emissioni di CO2. I test vengono effettuati su un banco di prova (NON su strada) e sono dunque teorici (in effetti il metodo EPA, adottato negli USA, fornisce risultati abbastanza diversi e le cifre risultano in genere superiori del 10-20%). Il metodo ECE si basa su due cicli di prove: urbano normalizzato ed extraurbano. Il ciclo urbano dura 195 secondi, con un percorso virtuale di poco superiore a 1 km, una velocità media di 18,7 km/h, una velocità massima non superiore ai 50 km/h, l'uso dei soli primi tre rapporti (in caso di cambio manuale), e il 30% del tempo in fase di arresto (ecco perchè le case automobilistiche stanno entusiasticamente adottando l'una dopo l'altra i dispositivi start&stop che riducono artificiosamente i consumi). Il ciclo extraurbano dura 400 secondi, con un percorso virtuale di poco superiore a 7 km, una velocità media di 62,6 km/h, una velocità massima non superiore ai 120 km/h, due soli arresti (uno all'inizio e uno alla fine). Il ciclo combinato (che serve a fissare il livello di emissione del CO2) viene fatto derivare dai risultati di 4 cicli urbani e 1 ciclo extraurbano, per un totale di circa 11 km teorici percorsi. In tutti i test, l'accelerazione prevista è di 27 secondi da 0 a 50 km/h, 40 da 0 a 70, 35 da 70 a 100. Nel caso dei veicoli ibridi i test vengono ripetuti due volte, una volta a batteria piena e una volta a batteria scarica (in entrambi i casi con un calcolo arbitrario della durata di carica), e si fa poi la media tra i due risultati. Naturalmente ho banalizzato la spiegazione, ma credo sia sufficiente per farvi capire perchè, qualunque sia la vostra vettura, nell'uso normale non riuscirete ad eguagliare le cifre sbandierate dalle case automobilstiche.

I consumi nella pubblicità della Prius sono dunque puramente teorici; vi ci potete avvicinare se, ad esempio, guidate con un filo di acceleratore, su un'autostrada senza salite, senza circolazione, senza ostacoli, o in una città semideserta in pieno agosto. E, ovviamente, se rispettate i parametri ECE. In questi casi indubbiamente il consumo della Prius è inferiore a quello delle altre vetture. Io, ad esempio, in questo mese di vacanze in Umbria ho percorso le strade della regione per godermi il paesaggio da vero turista, scivolando (è il termine esatto, perchè in questa fase l'auto è veramente silenziosa) sui dolci pendii della regione a una velocità tra i 40 e i 70 km/h e senza praticamente mai accelerare; sono così riuscito a mantenermi nei limiti di 4,4 L/100km (per il periodo di vacanze, ovvio), un risultato di gran lunga migliore di quello indicato dalla Toyota per la serie II (5L/100km). Nell'uso quotidiano, però, le cose vanno diversamente: fuori città - se non vi trovate nella bassa padania in un'ora in cui il traffico è assolutamente assente - ci sono pendenze, camion da superare il più rapidamente possibile, ostacoli da evitare, e via di questo passo, mentre in città, se non siamo in pieno ferragosto, ci sono ingorghi, rallentamenti, blocchi, semafori, e via di seguito. Pensateci bene: in queste condizioni vi ci vedete a guidare in modo da rispettare i parametri ECE? In autostrada e guidando con un filo di gas, la Prius può scivolare a 70/100 km/h, a seconda dei casi, ma l'auto è veramente pesante (soprattutto nella versione III) e non ha una riserva di potenza; nel momento in cui decidete di andare più veloci o avete bisogno di superare una fila di camion o una pendenza particolarmente forte non vi basta una leggera accelerata, dovete spremere a fondo il motore e armarvi di pazienza (l'accelerazione della Prius è da piangere). Con una normale vettura di ultima generazione e di cilindrata paragonabile basta un leggero tocco (e quindi un leggero aumento dei consumi) per scattare, con la Prius no. Più cercate di tenere una media paragonabile a quella cui eravate abituati con un'auto classica, più il consumo complessivo della Prius sale; se gettate uno sguardo all'indicatore istantaneo di consumo lo vedrete schizzare in certe occasioni a 20 o più L/100km: la differenza con un'auto normale sussiste ma si riduce moltissimo, e non credo che il piccolo risparmio di benzina compensi il maggior tempo che s'impiega per coprire le distanze. Stesso discorso in città: in teoria l'auto dispone di una serie impressionante di dispositivi tecnologici per recuperare energia, ma in pratica il vantaggio rispetto alle auto di ultima generazione con sistema start&stop è molto ridotto. Se abitate in cima a una salita, scendendo in città la vettura recupera energia ma per tornare a casa ne consuma poi più del normale (e molto più di quanto avete risparmiato in discesa o di quanto richiede una vettura classica), in un ingorgo il motore termico si ferma ma dopo circa 60 secondi rientra in funzione (a differenza delle vetture start&stop che si spengono punto e basta) per riportare al massimo la carica delle batterie al litio che alimentano il motore elettrico e annulla così parte del vantaggio (le batterie al litio vi possono far circolare in modalità "solo elettrica" per 2/3 km al massimo). E via di questo passo. D'altra parte, test effettuati (su strada, questa volta) da una rivista specializzata francese attenendosi al protocollo ISO9001, hanno indicato un consumo reale di 6,6 litri/100km in città e 8,5 litri/100 km in autostrada (a dire il vero, io, con una guida estremamente tranquilla, riesco a fare meglio: 5,7 L/100 km in città e 5,9 in autostrada. Ma siamo comunque ben lontani da quanto afferma la Toyota).

Il fiore all'occhiello della Prius è il rispetto dell'ambiente. Il livello di emissioni di CO2 dichiarato (89/92 g/km) è entusiasmante (anche se inesatto), ma a cosa corrisponde in realtà? Perchè, naturalmente, il CO2 viene emesso dal motore, non dal chilometro, e quindi dipende dal consumo di carburante non dai chilometri percorsi: a lume di logica, se percorrete un chilometro in discesa la vettura rilascerà molto meno CO2 di quanto ne rilascerà ripercorrendo lo stesso chilometro in salita. E se siete obbligati a premere a fondo sull'acceleratore per andare più veloci le emissioni saliranno alle stelle (in proporzione molto più di quelle di una vettura tradizionale). Ora l'opuscolo della Prius che potete ottenere in qualsiasi concessionaria Toyota si limita a fornire la cifra senza ulteriori indicazioni. Però nelle Q&A c'è un'affermazione interessante: alla domanda "La nuova Prius riduce le emissioni di CO2?" Toyota risponde "Si, infatti è possibile guidare in sola modalità elettrica. In questo caso non userai una goccia di benzina e non emetterai un grammo di CO2". Perfetto, però la modalità 100% elettrica funziona (lo afferma lo stesso opuscolo in un'altra pagina) solo per 2 chilometri e a velocità inferiore a 50 km/h. Tanto vale farsela a piedi. Poi tutto dipende, come dicevo prima, dal tipo di percorso. Ma c'è dell'altro: la Toyota sbandiera i dati sulle emissioni di CO2, senza accennare alle emissioni delle altre sostanze inquinanti (monossido di carbonio CO, idrocarburi HC e ossido d'azoto NoX), che non solo sono molto elevate rispetto a quelle delle altre autovetture ma sono anche in aumento nella III serie rispetto alla serie II. Su 1238 vetture esaminate, una classifica dell'equivalente francese di 4RUOTE colloca la Prius al 4° posto nella classifica generale delle emissioni inquinanti (CO2, CO, NoX, HC e altre) ma solo al 266° posto nella classifica delle emissioni "inquinanti salvo CO2" (CO, HC, NOx): in altre parole la Prius si comporta molto bene per quanto riguarda le emissioni di CO2 ma molto male per quanto riguarda invece le emissioni di CO, HC, NOx. Vorrei poi fare una considerazione: in realtà con una vettura ibrida non si protegge l'ambiente, ci si limita a "spostare" l'inquinamento dal luogo in cui si usa l'auto al luogo in cui si producono la vettura (la fabbricazione richiede 113 milioni di BTU, molto più di una vettura normale) e le batterie al litio (il cui ciclo di estrazione e fabbricazione è estremamente dannoso per l'ambiente). Se per voi essere ecologisti significa inquinare lontano da casa vostra allora potete essere fieri della Prius, se invece significa ridurre l'inquinamento globale allora forse dovreste fermarvi a riflettere un poco di più, e magari aspettare le nuove vetture già in preproduzione presso alcune case europee.

Modello / CO2 dichiarata / CO2 rilevata / Diff % (Fonte: Auto Motor und Sport)
Audi A3 1.6 TDIe / 109 / 134 / +22,9
Bmw 116d / 118 / 142 / +20,3
Honda Insight 1.3 / 101 / 139 / +37,6
Hyundai i30 CW 1.6 / 122 / 142 / +16,4
Mercedes A 160 CDI Avantgarde / 118 / 134 / +13,6
Mercedes B 180 Ngt / 135 / 131 / -3,0
Toyota Prius Life / 92 / 128 / +39,1
Volvo C30 1. DRIVe Start/Stop / 99 / 124 / +25,2
Volkswagen Golf 1.6 TDI BlueMotion Trendline / 99 / 124 / +25,2
Volkswagen Golf 1.6 Bi Fuel Trendiline / 149 / 149 / 0

La silenziosità dell'auto è legata al vostro stile di guida. Se siete abituati a una guida tranquilla, allora la silenziosità della Prius è veramente eccezionale, ed è forse la sua caratteristica più interessante. Ci si sente scivolare su un cuscino d'aria e si avanza in un ambiente ovattato. E non è merito dell'abitacolo ben isolato; è proprio il motore che è silenziosissimo (tanto che bisogna stare attenti ai pedoni; ne ho presi di striscio diversi che avevano cominciato a traversare senza rendersi conto del mio arrivo!). Si tratta di un'esperienza unica (scivolare in silenzio, non strisciare i pedoni scemi!) che quasi (ma solo quasi) giustifica la scelta di acquistare questa vettura, e se state pensando di comprare una Toyota approfittatene per chiedere al concessionario una prova della Prius. Se però optate per una guida normale (le solite cose: sorpassi, accelerate quando necessario, partenze brusche ai semafori, e così via) allora il discorso cambia e sono dolori. Il rumore del motore aumenta in maniera esponenziale: in salita e con l'acceleratore premuto è quasi insopportabile. In ogni caso, in salita o diescasa che siate, se accelerate bruscamente (cosa che infatti il manuale d'uso sconsiglia vivamente) sentirete il tipico squallido rumore di pattinamento degli scooter (in effetti, il cambio automatico della Prius è concettualmente eguale al cambio automatico degli scooter).

L'auto non è particolarmente robusta dal punto di vista carrozzeria; è un prodotto onesto, con materiali decenti ma non del livello che ci si potrebbe attendere da una vettura di quel prezzo, con gl'irritanti rumorini ben noti a chi possiede una Renault o una Fiat, e con una dotazione alquanto spartana (nella versione II, la III va già meglio). Viceversa il motore è affidabilissimo, e nonostante la predominanza di circuiti elettronici estremamente sofisticati, in quasi 100.000 km non ho avuto il minimo problema. Per la cronaca, l'abbondanza di circuiti ad altissima tensione rende l'abitacolo potenzialmente molto pericoloso in caso d'incidenti, e un rapporto ordinato dal governo francese sottolinea che, in caso d'incidente, le batterie al litio possono facilmente esplodere (se la cosa non è mai successa è solo, afferma il rapporto, per il limitato numero di vetture ibride in circolazione). Sempre per la cronaca, vi segnalo però che i sostenitori dell'ibrido hanno subito ribattuto accusando il governo francese di essere stato pagato dai petrolieri (il che in Italia sarebbe certamente vero e in Francia probabilmente vero). Siccome non mi sono ancora sfasciato contro un muro non so dirvi cosa ci sia di giusto.

Un ultimo accenno ai "servizi ausiliari".
(1) La rete di officine della Toyota è ottima. In quattro anni ho avuto a che fare con tre officine diverse e ho trovato sempre un servizio eccellente, prezzi senza sorprese, una puntualità e una cortesia a tutta prova.
(2) Il customer service della Toyota Italia è pessimo, distante anni luce da quello della Mercedes o della Bmw (per citare due case che conosco per esperienza personale) o anche solo da quello della Toyota belga o spagnola (parlo sempre per esperienza personale); se segnalate un disfunzionamento o comunicate i vostri motivi d'insoddisfazione, si limitano a una irritante risposta generica e anodina, e se insistete non vi rispondono proprio più.
(3) La Prius è coperta da una polizza di assistenza in caso di problemi, che la Toyota non gestisce direttamente ma ha subappaltato a Europe Assistance. A differenza dell'Aci, di Mondial Assistance e di altre organizzazioni dello stesso tipo, che sono vere e proprie società di assistenza stradale, Europe Assistance è piuttosto un servizio del tipo 902424. Vi serve un idraulico o un elettricista? Chiamateli e v'indicheranno quelli più vicini (naturalmente questo servizio è previsto dalla mia polizza casa, non da quella auto!). Siete in panne sull'autostrada? Chiamateli e vi manderanno il traino del garagista più vicino. E vi promettono anche un sacco di altre cose, tanto che viene la tentazione di sfasciarsi apposta per godere di tutti i privilegi che vi garantiscono! Come probabilmente tutti i servizi di assistenza stradale, Europe Assistance conta sul fatto che le auto moderne non creano problemi nei primi anni di vita e che quindi non costa niente fare promesse di assistenza mirabolanti. Se poi succede veramente qualcosa, beh allora fino al traino ci arrivano, per tutto il resto c'è Master Card come dice una nota pubblicità! Vi consiglio quindi vivamente di sottoscrivere una vera polizza di assistenza stradale con una società seria (ce ne sono diverse, ma non farò nomi per non darvi l'impressione di essre pagato per farlo); vi costerà tra i 40 e i 100 euro all'anno a seconda delle garanzie che sceglierete e potrete viaggiare veramente tranquilli (non dimenticate che la Prius è una vettura estremamente complessa e sofisticata sulla quale non possono mettere le mani meccanici improvvisati e in caso di problemi non si ripara in qualche ora).

Se nonostante tutto la Prius vi tenta, magari perché avete effettivamente un modo di guida tranquillo, vi consiglio:
(1) di NON comprarla nel 2011. In Giappone la Toyota ha già messo in vendita i nuovi modelli e ne ha annunciato la commercializzazione in Europa a metà 2012. Che senso ha comprare una vettura già superata dai nuovi modelli che saranno messi in vendita tra pochi mesi?
(2) di NON comprarla in Italia (se potete pagarla in contanti), dato che in alcuni altri paesi europei:
· il costo è inferiore
· la dotazione è più completa
· la garanzia della casa è estesa su un numero maggiore di anni
· la polizza di assistenza stradale è affidata a vere società di assistenza e non a roba tipo Europe Assistance
· con un escamotage relativamente semplice potete evitare di pagara tutta o parte dell'IVA
· meglio ancora, se potete prendere la residenza all'estero, evitate un sacco di noie tipiche della burocrazia italiana
(3) se la comprate in Italia, di non contare sulla polizza di assistenza Europe Assistance che Toyota vi offre gratuitamente. Vale la pena di spendere 40/100 euro per una polizza con una società seria che vi copra veramente in caso di problemi

Spero di avervi fornito sufficienti spunti di riflessione. Se desiderate maggiori spiegazioni su una qualsiasi delle mie affermazioni potete inviarmi una email all'indirizzo: disctoyota@gmail.com Vi risponderò, magari con un poco di ritardo. È invece inutile farmi sapere che mi considerate un cretino (lo dico già i miei amici) perché non ho capito quanto è meravigliosa questa bufala tecnologica. Rispetto il vostro punto di vista sulla vettura, voi rispettate il mio.

Per controllare l'esattezza dei dati che riporto ho usato quest fonti:
http://www.wired.com/autopia/2008/05/the-ultimate-pr/
http://www.epa.gov/
http://news.caradisiac.com/
http://www.automobile-magazine.fr/
http://www.automobile-magazine.fr/nos_methodes_de_test/le_freinage_et_les_consos_sous_haute_surveillance
http://www.automobile-magazine.fr/actualites/toyota/enquete_pollution_toyota_prius_3
http://www.quechoisir.org/
http://www.auto-motor-und-sport.de/
http://toyota.truffa.net/

 

 

http://auto.ciao.it/Toyota_Prius_III__Opinione_1323935